C'erano una volta un italiano, un tedesco e un brasiliano...
Editoriali
Mattia Zaccaro Garau
16 Giugno 2026

C'erano una volta un italiano, un tedesco e un brasiliano...

La globalizzazione del talento nel calcio postmoderno.

Ultime

Tutte
Calcio
Altri sport
Papelitos
Interviste
È stata la mano del Principe
Altri Sport
La Redazione
15 Giugno 2026

È stata la mano del Principe

Città di Castello è una storia unica nel panorama italiano.
Lasciamo in pace Kimi (e Ayrton)
Altri Sport
Giacomo Cunial
14 Giugno 2026

Lasciamo in pace Kimi (e Ayrton)

L’abuso del simulacro di Ayrton Senna ha raggiunto un nuovo livello.
I mondiali dello Zio Sam
Estero
Matteo Zega
11 Giugno 2026

I mondiali dello Zio Sam

Il peggior Mondiale di sempre (per ora).
Italia '34, la prima Nazionale di popolo
Calcio
Jacopo Gozzi
10 Giugno 2026

Italia '34, la prima Nazionale di popolo

Il trionfo mondiale che ci consacra al calcio.
Kimi Antonelli: a Monaco, i segnali del campione
Motori
Giacomo Cunial
07 Giugno 2026

Kimi Antonelli: a Monaco, i segnali del campione

Perché ieri Kimi ha lasciato un segno.
Eagles Cantù, ultras per sempre
Interviste
Tommaso Minotti
06 Giugno 2026

Eagles Cantù, ultras per sempre

Un gruppo che ha scritto la storia della pallacanestro.
Italia '34, la prima Nazionale di popolo
Calcio
Jacopo Gozzi
10 Giugno 2026

Italia '34, la prima Nazionale di popolo

Il trionfo mondiale che ci consacra al calcio.
Arsenal globale, Highbury reale
Calcio
Noris Cocci
30 Maggio 2026

Arsenal globale, Highbury reale

Fotoreportage dalla festa dei Gunners.
La storia senza fine del North London Derby
Calcio
Raffaele Scarpellini
20 Maggio 2026

La storia senza fine del North London Derby

Arsenal contro Tottenham: così vicini, così lontani.
Il tremendismo granata, anima del Toro
Calcio
Marco Metelli
15 Maggio 2026

Il tremendismo granata, anima del Toro

L'ultima grande vittoria di una squadra unica in Italia.
Scommettiamo?
Calcio
Mattia Zaccaro Garau
10 Maggio 2026

Scommettiamo?

Che fine ha fatto il Decreto Dignità?
Serie A: uno sbadiglio che inghiotte il calcio
Calcio
Gianluca Palamidessi
04 Maggio 2026

Serie A: uno sbadiglio che inghiotte il calcio

Il nostro è ormai un campionato deprimente.
È stata la mano del Principe
Altri Sport
La Redazione
15 Giugno 2026

È stata la mano del Principe

Città di Castello è una storia unica nel panorama italiano.
Lasciamo in pace Kimi (e Ayrton)
Altri Sport
Giacomo Cunial
14 Giugno 2026

Lasciamo in pace Kimi (e Ayrton)

L’abuso del simulacro di Ayrton Senna ha raggiunto un nuovo livello.
L’ultimo Ferrarista. Montezemolo e Seeing Red
Altri Sport
Giacomo Cunial
25 Marzo 2026

L’ultimo Ferrarista. Montezemolo e Seeing Red

Ritratto sentimentale di un uomo destinato alla Storia.
La globalizzazione del rugby
Altri Sport
Lorenzo Innocenti
23 Marzo 2026

La globalizzazione del rugby

Vista dagli occhi degli italiani.
La storica cavalcata dei paisanos del baseball
Altri Sport
Alessandro Ribaldi
19 Marzo 2026

La storica cavalcata dei paisanos del baseball

L’Italia si ferma sul più bello.
L’Italia sulle spalle di Andrea Kimi Antonelli
Altri Sport
Giacomo Cunial
16 Marzo 2026

L’Italia sulle spalle di Andrea Kimi Antonelli

La Formula 1 ha un nuovo volto.
I mondiali dello Zio Sam
Estero
Matteo Zega
11 Giugno 2026

I mondiali dello Zio Sam

Il peggior Mondiale di sempre (per ora).
Kimi Antonelli: a Monaco, i segnali del campione
Motori
Giacomo Cunial
07 Giugno 2026

Kimi Antonelli: a Monaco, i segnali del campione

Perché ieri Kimi ha lasciato un segno.
Che tristezza una scenografia contro nessuno
Papelitos
Giovanni Casci
18 Maggio 2026

Che tristezza una scenografia contro nessuno

Un derby che non è sembrato un derby.
Stop the game, boycott Israel!
Papelitos
Raffaele Scarpellini
08 Maggio 2026

Stop the game, boycott Israel!

In Irlanda non vogliono giocare contro Israele.
Serie A: uno sbadiglio che inghiotte il calcio
Calcio
Gianluca Palamidessi
04 Maggio 2026

Serie A: uno sbadiglio che inghiotte il calcio

Il nostro è ormai un campionato deprimente.
Kean v Pengwin è il sintomo, non il problema
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Aprile 2026

Kean v Pengwin è il sintomo, non il problema

Il nostro calcio è oltre la fine.
Eagles Cantù, ultras per sempre
Interviste
Tommaso Minotti
06 Giugno 2026

Eagles Cantù, ultras per sempre

Un gruppo che ha scritto la storia della pallacanestro.
La versione di Viola
Interviste
Théo Damiens
08 Gennaio 2026

La versione di Viola

Intervista allo storico leader dei Lutece Falco (PSG).
Lo sport è bello perché succede davvero
Interviste
Gianluca Palamidessi
16 Settembre 2025

Lo sport è bello perché succede davvero

Intervista a Daniele Rielli.
Andare controcorrente rimanendo in equilibrio
Interviste
La Redazione
10 Settembre 2025

Andare controcorrente rimanendo in equilibrio

Intervista ad Alessia Tarquinio.
Napoli, le botte e l’onore
Interviste
Michelangelo Freda
01 Agosto 2025

Napoli, le botte e l’onore

Intervista a Cristian Lubrano, tra la curva e il ring.
Per amore del tennis
Interviste
Leonardo Aresi
30 Giugno 2025

Per amore del tennis

Intervista a Stefano Meloccaro, una vita sui campi (in)seguendo le palline gialle.

Editoriali

Mattia Zaccaro Garau
16 Giugno 2026

C'erano una volta un italiano, un tedesco e un brasiliano...

C'erano una volta un italiano, un tedesco e un brasiliano...

Ci sono un italiano, un inglese e un tedesco. E pure un brasiliano. Anzi c’erano. Ma forse, ormai, venti, trent’anni fa. E questo non è l’inizio di una barzelletta bensì la fine del pallone local sgonfiato dal football global. Anzi, questa è l’inizio di una favola – quella del calcio di una volta.

C’era una volta, infatti, il brasiliano ginga, tutto magia e improvvisazione, un dribblomane sorridente e nostalgico che appena poteva si toglieva le scarpe per sentire il pallone sulla pelle, saudade nel cuore e Toquinho nelle orecchie. C’era il tedesco tanto disciplinato e programmatore da inventare la regia arretrata alla Beckenbauer, psicologicamente inscalfibile e pronto alla battaglia fisica, al sacrificio per un bene superiore, quello della Über-squadra da trasformare in una macchina inarrestabile.

C’era l’inglese dominatore dei cieli, rude difensorone scoordinato capace di scoordinare anche i legamenti degli avversari, compagno dell’inglese centrocampista totale, quello dai mille polmoni d’acciaio capace, lui, di fare tutto lungo tutto il campo, come Re Bryan Robson, primo dei box-to-box, e come, poi, i tuttocampisti alla Gerrard e Lampard. C’era l’italiano dei vate sulla panchina, catenacciaro, indefesso, tatticissimo e paraculo fino all’ossesso, abituato alla sofferenza, eccellente nell’emergenza, che bacia il palo che l’ha salvato, che fa espellere quello a cui ha rifilato una gomitata in faccia, solito a una certa bruttezza stilistica bilanciata o dall’ammutolente gloria della sua vittoria finale o, mal che vada, da un tipico trasformismo voltagabbana.



E poi c’erano, di certo, anche gli altri: gli spagnoli, prima furiosi nel loro orgoglio e poi compassati con la loro precisione nello stretto; gli argentini, la garra della massa accidiosa a servizio del genio superbo; gli olandesi, il calcio totale dei ruoli interscambiabili e del triangolo continuo che usava lo spazio come un alleato per allargare il proprio campo d’attacco e restringere quello degli avversari; i francesi col loro Carré Magique, estetica, triangolazioni e purezza del numero 10; gli africani (ovviamente stereotipatamente intesi come corpo unico senza differenze – sic!), estro, esplosività e indisciplina tattica; quelli dell’ex Jugoslavia, scostanti, fenomenali, meravigliosi, superiori quando andava loro di giocare ma abulici, anedonici, addirittura apatici il più delle volte. E potrei andare avanti mettendo quasi tutte le bandierine sul mappamondo.

Quello che è certo è che fino a qualche decennio fa esistevano delle identità tecniche e tattiche molto ben definite, comprensibili e riconoscibili. Per spiegarle bisognerebbe appellarsi a quel coacervo, quel cumulo, quella congerie di abissi che è il concetto di ‘cultura’; e inoltre, ahimè, bisognerebbe aggiungerci accanto un’altra parolaccia, un aggettivo, cioè ‘nazionale’.

Ritratti

Mattia Zaccaro Garau
07 Aprile 2026

Un Infantino di bosco e di riviera

Matteo Zega
10 Marzo 2026

L'apocalisse di Bobby Fischer

Andrea Mainente
14 Dicembre 2025

Michael Owen, fenomeno leggero

Giovanni Guido
17 Novembre 2025

Pogacar, campione in tre atti

Marco Milano
15 Marzo 2025

Nando De Napoli, elogio della pigrizia

Martina Tremolada
12 Marzo 2025

Mikaela Shiffrin, una Regina sulle nevi

Alberto Fabbri
12 Febbraio 2025

Giacomo Bulgarelli, bandiera eterna

Diego Mariottini
25 Gennaio 2025

Evonne Goolagong, la rivincita degli ultimi

Ciro Cuccurullo
04 Dicembre 2024

Helmuth Duckadam, consegnato alla leggenda

Tifo

È stata la mano del Principe
Altri Sport
La Redazione
15 Giugno 2026

È stata la mano del Principe

Città di Castello è una storia unica nel panorama italiano.
Ascoli Calcio, per aspera ad astra
Tifo
Matteo Zega
13 Giugno 2026

Ascoli Calcio, per aspera ad astra

Cronistoria di un riscatto atteso - e meritato.
Eagles Cantù, ultras per sempre
Interviste
Tommaso Minotti
06 Giugno 2026

Eagles Cantù, ultras per sempre

Un gruppo che ha scritto la storia della pallacanestro.

Cultura

Mattia Zaccaro Garau
01 Giugno 2026

Bollettino calcistico di guerra: episodio II

Bollettino calcistico di guerra: episodio II

per leggere il primo episodio, datato febbraio 2026, clicca qui


In questi mesi ci sono state rilevanti novità per il nostro Bollettino calcistico di guerra e se abbiamo deciso di elidere da questa lista alcuni paesi in cui la guerra si è attenuata, o almeno si è stabilizzata sullo status degli scontri a bassa intensità, altri ne sono entrati a causa dell’apertura di nuovi conflitti armati.

Chi esce. Abbiamo deciso di escludere dal bollettino Israele perché la guerra non sta incidendo negativamente sul suo movimento calcistico; malgrado le abominevoli azioni sia nella Striscia di Gaza sia in Cisgiordania, anzi, vista la presenza di squadre con sede nei territori occupati palestinesi che partecipano ai campionati israeliani, la federcalcio (ancora non sanzionata dalla Fifa) sembra sfruttare a suo favore il contesto bellico. Per mantenere ancora accesi i riflettori sul genocidio di Israele in Palestina, invece, proseguiremo a dare notizie sul calcio palestinese.

Esce da questo bollettino (anche se probabilmente rientrerà presto, considerando il fronte instabile al confine con l’Afghanistan, la polveriera del Kashmir contesa con l’India e il conflitto interno a bassa intensità nelle ex aree tribali del Waziristan dove si scontrano l’esercito, i talebani e i gruppi separatisti) anche il Pakistan – ma vale assolutamente la pena citare un evento molto importante. In un mondo in cui la Fifa opera sempre di più come un agente politico (di stabilità, a sentire Gianni Infantino – di interesse, a sentire i suoi critici) e agisce direttamente nelle aree di conflitto coi suoi progetti e con iniezioni dirette di fondi, a fine marzo Shahid Khokhar, presidente della federcalcio pakistana, ha dichiarato che l’obiettivo della Pff sarà l’indipendenza finanziaria dal governo mondiale del calcio.



Il senso del discorso è chiaro:  «Affidarsi alle sovvenzioni della Fifa ha creato un'illusione di stabilità, una zona di comfort operativa in cui la sopravvivenza è stata scambiata per la crescita». L’idea è quella di creare una nuova lega autonoma e costruire un’accademia giovanile d’avanguardia. Fifa e confederazione asiatica hanno pubblicamente espresso preoccupazione per l’instabilità all’interno degli organismi calcistici pakistani, ma al Congresso Fifa di Vancouver del 30 aprile scorso le fratture sembrano essere rientrate e sempre Khokhar ha assicurato che proseguirà nel suo intento.

Chi entra. Il nuovo fronte aperto è ovviamente quello dell’Iran. La guerra scatenata da Israele e Stati Uniti d’America ha sconvolto anche il movimento calcistico persiano (attualmente 21° nel ranking Fifa), con effetti che potrebbero ripercuotersi pesantemente anche sul prossimo Mondiale in Messico, Canada e, appunto, Usa.

Prima di affrontare, nazione per nazione, gli aggiornamenti sui movimenti calcistici nei fronti aperti che abbiamo già trattato nell’episodio I, ricordiamo che le note metodologiche di questa rubrica sono state esplicitate nell’introduzione della scorsa puntata (saranno quindi lasciate fuori, quindi, le zone in cui sono attualmente in corso violenze etniche, guerre di droga o insurrezioni, rivolte, ribellioni terroristiche non sfociate ancora del tutto in guerre o guerre civili: Iraq, Nigeria, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, Thailandia, Uganda, Algeria, Angola, Marocco, Costa d’Avorio, Camerun, Niger, Mali, Burkina Faso, Chad, Benin, Rwanda, Tunisia, Togo, Libia, Sud Sudan, Messico).

Sempre più giocatori italiani si appassionano ai game show in diretta, e tra questi merita attenzione Funky Time Live, dove un presentatore dal vivo guida ogni round offrendo quattro modalità bonus distinte e premi potenzialmente elevati.