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Crescere in uno spogliatoio
Il caso Valverde-Tchouameni, che ha sconvolto l’ambiente Real Madrid e pure buona parte dell’opinione pubblica sportiva internazionale, è stato risolto con quella che David Alvarez, riprendendo un saggio di Naomi Klein del 2007, ha definito «la dottrina dello shock»: chi detiene il potere sfrutta lo shock di una crisi per introdurre cambiamenti che normalmente incontrerebbero maggiore resistenza. I calciatori del Real Madrid protagonisti del fattaccio hanno infatti ricevuto una multa da 500.000 € e hanno dovuto scusarsi sui rispettivi social – un punto evidentemente non secondario della questione.
Lo shock, nel caso specifico, si riferisce però ad altro (ad un fatto si direbbe d’immagine): le misure disciplinari sono infatti state rese pubbliche dal patron Florentino Perez – che mai prima di questo episodio aveva diffuso a reti unificate un provvedimento interno da parte del club. Quello che qui ci interessa sottolineare è che una misura così drastica e repentina sia stata presa per un caso – certo grave, ma non isolato nella storia del gioco – interno allo spogliatoio. Che Perez abbia chiamato proprio José Mourinho, il campione della gestione degli spogliatoi (difficili), per il prossimo anno, non è dovuto a ragioni tecniche naturalmente, ma si collega a questo discorso.
Lo spogliatoio, infatti, nonostante la carestia sempre più conclamata di leader – o forse proprio in virtù di questa –, rimane il luogo calcistico per eccellenza, il fulcro di tutto, la scissione dell’atomo che permette di fare la corsa in più per il compagno in mezzo al campo, ma anche quella in meno. Lo spogliatoio, dalla 3a categoria alla Serie A, è pure quel senatoconsulto nel quale gli intrighi di potere, le parole dette e non dette, le voci consegnate alla stampa tramite una «talpa» (si dice Ceballos, nell’ambiente del Real Madrid: si diceva di Calabria in quello del Milan), sono all’ordine del giorno proprio perché il giorno è scandito da questo ordine.
Lo spogliatoio è la vita quotidiana di un club di calcio, e la cosa affascinante è che le sue dinamiche non cambiano poi molto da un livello all’altro – al contrario, più gli occhi sono puntati su un gruppo più le sue dinamiche perverse escono con maggiore forza allo scoperto.
